avaro



La Compagnia Stabile del Verbano Cusio Ossola, di recente formazione, ha quale obiettivo principale la diffusione sul nostro territorio – con possibili tournée nel territori limitrofi – di spettacoli teatrali con tematiche sociali, di autori classici e di nuova drammaturgia, rappresentabili sia in
teatri a struttura tradizionale che in spazi
alternativi, sia nei centri maggiori che in
quelli minori dove normalmente il teatro
professionale non arriva.

Come amiamo definirlo, dunque, “il teatro sotto casa”.

Un’operazione innovativa sul nostro
territorio che conta sulla fattiva collaborazione delle istituzioni (Comuni, Comunità Montane, Pro Loco, ecc.).
La Compagnia Stabile del VCO adesso può contare sulla stabilità di una sede, sebbene non definitiva, che consentirà di organizzare rassegne, iniziative ed attività culturali di diverso genere, ma sempre legate al teatro, con qualche possibile divagazione verso la musica. In questi giorni è stata ufficializzata l’intesa tra il Chiostro di Verbania e la neo costituita Compagnia, fondata dal Teatro Studio di Alessandro Marchetti e Luisella Sala e dal Centro di Formazione Artistica Arcademia di Omegna.

avaro avaro

In virtù di questo accordo, la Compagnia Stabile del VCO organizzerà veri appuntamenti, proponendo in particolare proprie produzioni; si comincia l’8 dicembre con il debutto verbanese de “L’Avaro” di Carlo Goldoni, regia di Marchetti, che sarà riproposto in una replica pomeridiana l’11 dicembre.

Mentre il 23 dicembre è in programma uno spettacolo natalizio che avrà l’obiettivo di raccogliere fondi da destinare in beneficenza. Nei prossimi mesi poi sono attese le rappresentazioni de “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello, “La maschera e il volto”, “La casa di Bernarda Alba" di Garcia Lorca, “L’Antigone” di Sofocle e “La badante” di Luisella Sala, opera che quest’anno ha vinto il premio “Calcante”, promosso dalla Società Italiana Autori Drammatici. In ogni caso i calendari delle proposte della Compagnia Stabile saranno periodicamente resi noti e si prevedono sorprese e novità. Certamente la prima novità è proprio legata all’apertura del Teatro del Chiostro verso il mondo del teatro d’autore e della prosa.

“Abbiamo pensato – dichiara Luciano Montanari, dirigente del Chiostro – che sarebbe stato un peccato mantenere sotto-utilizzata questa struttura, adeguata a tutte le normative vigenti e provvista di 220 posti, soprattutto in questo momento nel quale Verbania soffre la carenza di strutture in grado di ospitare eventi culturali di un certo tipo”.

“Siamo davvero lieti per l’opportunità che ci è stata offerta dal Chiostro. – afferma Alessandro Marchetti direttore artistici della Compagnia Stabile – Come sempre noi ci metteremo tutto il nostro entusiasmo, la nostra passione e l’esperienza di una vita dedicata al teatro; speriamo che il pubblico possa darci subito un segnale di attenzione e incoraggiamento”.“Il nostro intento è quello di poter presentare allestimenti all’altezza delle aspettative della gente contando sulle risorse del territorio – sottolinea Augusto Quaretta per Arcademia – Nel VCO ci sono grandi potenzialità che ci auguriamo di poterle far conoscere anche al di là dei confini della nostra Provincia. Per questo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, anche delle istituzioni”.

Appuntamento quindi per l’8 dicembre. Biglietti disponibili in prevendita (8 e 6 euro)
a Verbania presso il Chiostro e Margaroli Libreria. A Omegna presso Arcademia.
Per informazioni tel. 0323 883535

avaro
NOTE DI REGIA

“L’Avaro”
nasce dalla penna di Goldoni come un lungo atto unico. Ma di “avari” è popolato larga parte del teatro goldoniano. Ognuno con una sua caratteristica ma che rimanda continuamente al vecchio della Commedia dell’Arte. Nella trama dell’ “Avaro” mi sono divertito a ricomporre la tipologia dell’universalità di questo carattere, ricorrendo anche ad altre commedie goldoniane in cui il personaggio compare quale protagonista o comprimario, per enfatizzarne la struttura.
La vicenda ruota intorno a una “dote”. Denaro di cui tutti i personaggi della commedia, in qualche modo, vogliono appropriarsi. Gli stratagemmi, i sotterfugi, i colpi d’ingegno escogitati a tal fine sono paragonabili ad altrettante manovre dei nostri giorni nel campo degli affari e della politica. E’ noto che la Commedia dell’Arte e il teatro di Goldoni sono indissolubilmente legati fra di loro. Pur nella totale individualità ed indipendenza si avverte nel teatro goldoniano il cordone ombelicale che lo lega alla C.d.A. e questo rapporto fi sico era dato dall’apporto indispensabile dell’attore. Nella scrittura goldoniana resta una traccia precisa della bravura di quegli attori e della “fi sicità” che hanno travasato nella tessitura scenica. E su questa traccia intendo ricomporre il disegno unitario dell’opera. Il “nostro” avaro alla fine ci riuscirà meno odioso rispetto all’iconografia classica proprio perché il suo vizio capitale è reso possibile anche dal decadimento della società edonistica da cui è circondato. Al clima essenzialmente comico dell’azione non ho voluto sottrarre momenti di provocazione su cui soffermarsi per decontestualizzare dal ‘700 il motivo dell’intreccio teatrale.

IL CAST

 
Don Ambrogio: Alessandro Marchetti Donna Eugenia: Luisella Sala
 Il Cavaliere degli Alberi: Andrea Gherardini Il Conte dell’Isola: Angelo Franchini
 Don Fernando: Daniele Gattàno  
 
Musiche: M° Roberto Bassa Scenografia: Mauro Molteni
Costumi: Maurizio Cristina Calzature: Casa Pedrazzoli - Milano
Parrucche: Audello - Torino Luci: Paolo Maulini